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  • Irene SaintPauldeVence3 sept10

Arrivederci! Resoconto di Legislatura

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Oggi ho inviato la mia ultima newsletter da parlamentare assieme ad un documento con il resoconto dei miei cinque anno in Parlamento. Copio di seguito il testo della mia lettera e, in allegato, il pdf del Documento con le attività fatte in questi anni. 


 

Carissimi,

come ben sapete venerdì si insedierà il nuovo parlamento ed io non sarò più in carica. Una notizia che in realtà è nota sin da prima delle elezioni non avendo io partecipato a questa tornata elettorale.

Nel chiudere questa esperienza ho pensato di fare un bilancio, un resoconto (sintetico) di questi cinque anni di impegno politico e istituzionale. Trovate in allegato un documento in cui riassumo le principali iniziative e attività che ho portato avanti sui temi a me più cari, dentro e fuori dal Parlamento. Chiaramente non ho potuto mettere tutto, ma chi di voi mi ha seguito in questi anni non ha bisogno di un resoconto dettagliato (che comunque può essere reperito dagli atti parlamentari).

Nel ripercorrere questi anni mi sono accorta più che mai di quanto questa esperienza, così nuova rispetto alla mia storia e al mio percorso personale e professionale, sia stata importante e straordinaria. Ho imparato molte cose, sui processi politici e istituzionali, sugli ostacoli al cambiamento, le difficoltà e le potenzialità del nostro paese.

Ma soprattutto ho conosciuto e ascoltato centinaia di persone e mi sono resa conto di quanto sia diverso studiare le politiche economiche o elaborare/criticare proposte da un’aula universitaria, dal realizzare poi queste politiche nella realtà. Non solo perché la realtà è fatta di ostacoli burocratici e di compromessi politici, ma perché è fatta di persone, di contingenze, di paure, di bisogni che spesso non trovano spazio nei modelli economici, nelle grandi teorie. Casi che esulano da medie statistiche, ma che si presentano con l’urgenza di drammi personali di fronte ai quali non puoi svicolare o appellarti alle “teorie”.

Molte volte sono tornata a casa sopraffatta dall’angoscia, dalla frustrazione per non essere stata in grado di risolvere problemi che mi erano stati segnalati. Può sembrare un paradosso: ma mai come in questi anni mi sono sentita impotente, semplicemente perché mai come in questi anni ho sentito la responsabilità di dover fare qualcosa per cambiare le cose che non funzionavano. Da semplice cittadina potevo limitarmi alla critica, da parlamentare di maggioranza no. Questa responsabilità mi ha tolto spesso il sonno, ma mi ha anche spinto a non fermarmi mai. E questa è l’unica, piccola consolazione che ho: so di non essere riuscita a fare tutto quello che avrei voluto, ma so anche di non aver lasciato niente di intentato.

Questa forza che mi ha accompagnato la devo anche a voi: i vostri messaggi di incoraggiamento mi hanno aiutato molto. Non lasciate mai soli i parlamentari che sentite vicini: il vostro supporto è prezioso per contrastare la violenza degli insulti, delle minacce, l’avvilimento e le frustrazioni. Così è stato per me e ve ne sono immensamente grata.

Adesso il testimone passa ad altri, ma anche se non ho più questa responsabilità potete star certi che non sparirò. Continuerò a dare il mio piccolo contributo in termini di idee, riflessioni, proposte. Quindi direi che questo non è un addio, ma un semplice arrivederci.

Un grande abbraccio a tutti,

Irene

Giovani e occupazione: quali soluzioni?

Scritto il . Postato in Articoli

 

Giovani e ocupazione

pubblicato su La Stampa del 11/01/2018

Gli ultimi dati sull'occupazione hanno riportato l'attenzione sulla questione dei giovani: se infatti da un lato si registra un continuo calo dei tassi di disoccupazione giovanile (scesa di 7,2 punti solo nell'ultimo anno), dall'altro è stato osservato che resta uno dei tassi più alti d'Europa e che molti dei nuovi contratti sono, comuque, a tempo determinato. Essendo già in campagna elettorale, alcuni hanno colto l'occasione per incolpare le riforme degli ultimi anni. Chi promette abolizioni, chi correzioni, chi approfitta per chiedere nuovi sgravi o bonus.

La verità è che la questione del lavoro dei giovani è vecchia di decenni. Come nota Paolo Baroni alla fine del suo articolo di mercoledì scorso il rapporto tra tasso di disoccupazione giovanile e degli adulti che abbiamo oggi è più o meno lo stesso che avevamo nel 1977: tre volte tanto. E' evidente che il problema affonda le radici in nostre debolezze storiche: un'istruzione distante dal mondo del lavoro; un sistema imprenditoriale ancorato a modelli produttivi poco innovativi e incapace di assorbire nuove competenze (per questo abbiamo la particolarità di uno "skills mismatch" in cui i giovani risultano più sovraqualificati che sottoqualificati) ed infine un sistema di servizi per l'impiego incapace di agevolare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e men che meno le attività di orientamento e formazione.
C'è quindi bisogno di una risposta strutturale, che riformi in profondità queste dimensioni.

Legge di Bilancio 2018

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Oggi abbiamo votato la Fiducia per la Legge di Bilancio 2018, domani è previsto il voto finale. Non nascondo l’amarezza per il fatto che nessuno dei miei emendamenti sia stato approvato. Ho sofferto per tutti gli emendamenti, cito i primi tre che mi vengono in mente: uno sull’inserimento lavortativo dei disabili, un altro che modificava il contratto intermittente per sopperire ai danni dovuti all’abolizione dei voucher, un altro ancora contro le società a partecipazione pubblica che aggirano il tetto degli stipendi nella pubblica amministrazione. Ma sono rimasta paricolarmente male per un mio emendamento sulle politiche attive del lavoro, legato al potenziamento e alla valorizzazione di ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro) e dei lavoratori di ANPAL Servizi.

La delusione è dovuta a diversi motivi. 

Il grande equivoco dell’equo compenso per i professionisti

Scritto il . Postato in Articoli

In queste ore al Senato si stanno approvando articoli ed emendamenti del decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio. Tra gli altri, dovrebbe essere approvato un emendamento che introduce un compenso fisso per le prestazioni degli avvocati svolte per banche, assicurazioni e grandi aziende. Si tratta della cosiddetta norma sull’equo compenso, molto dibattuta in questa legislatura. Nel seguito dell’articolo provo a spiegare di che si tratta, le argomentazioni di chi lo sostiene e perchè, invece, a mio avviso, non è la soluzione per far crescere le professioni.Chiudendo con alcune idee su cosa, a mio avviso, sarebbe utile fare per aiutare i giovani professionisti.

Riforma dell'INPS: un'occasione persa

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Non sono passati. I miei emendamenti al testo sulla Riforma dell’INPS sono stati tutti bocciati*. Incluso l’emendamento, a cui tenevo moltissimo, che includeva i giovani (studenti e dottorandi) e i professionisti non ordinisti nel Consiglio di Strategia e Vigilanza. Le motivazioni addotte dalla relatrice sono state due:

1)      I giovani e gli studenti non versano contributi, quindi non è corretto che abbiano voce in capitolo,

2)      I giovani e gli studenti/dottorandi non hanno organi di rappresentanza chiari e riconosciuti, come si fa a scegliere chi li rappresenta?

Queste le mie repliche: