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  • Irene SaintPauldeVence3 sept10

Quanti soldi ha preso la K-Flex, quanti ne sta restituendo e quanti non ne prenderà

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Molto si è parlato e ancora si continua a parlare dell’azienda K-Flex, che ha deciso di licenziare 187 dipendenti nonostante gli impegni presi con il Governo italiano a fronte di alcuni finanziamenti agevolati ricevuti dallo Stato. Un tema che avevo già affrontato in Commissione Lavoro con una risoluzione approvata il 5 Aprile 2017. Purtroppo, nonostante le sollecitazioni del Parlamento e del Governo stesso l’azienda ha deciso di proseguire sulle sue scelte. E certamente lo Stato non può obbligare un’azienda a scegliere un sito produttivo anziché’ un altro. Però può sospendere l’erogazione delle agevolazioni concesse, revocare quelle ancora da erogare e, nei casi previsti dalla legge, chiedere la restituzione dei soldi già erogati. Nonostante le false informazioni che circolano in giro, questo è esattamente quello che ha fatto e sta facendo il Ministero dello Sviluppo Economico.

Crescita delle imprese italiane: misure concrete

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Non capita spesso, nella vita e nelle attività di un parlamentare, di vedere riconosciuti i frutti del proprio impegno e del proprio lavoro. A me è capitato questa settimana, in un convegno organizzato da società che sostengono le imprese eccellenti del made in italy aiutandole nel percorso di crescita, raccolta di capitali e approdo ai mercati quotati, durante il quale è stata riconosciuta l’importanza delle misure inserite nell’ultima legge di Bilancio a favore delle piccole medie imprese italiane.

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Manovra: i miei emendamenti su contratto a chiamata e lavoro occasionale

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In questi giorni, alla Camera dei Deputati stiamo discutendo la manovra correttiva proposta dal Governo.

Considerato che la manovra contiene alcune misure per il lavoro e le imprese, credo che questa sia una buona occasione per inserire delle norme che disciplinino in modo trasparente il lavoro occasionale. Ho così elaborato degli emendamenti che offrano una nuova disciplina dei servizi occasionali alla famiglia e alle comunità locali e - a specifiche condizioni - anche alle imprese (c.d. lavoro interstiziale).

Ho poi presentato ulteriori emendamenti che, riprendendo delle proposte di legge da me già depositate presso la Camera dei Deputati, ampliano e semplificano la possibilità di utilizzo del contratto a chiamata.

Approvata la mia risoluzione su occupazione e innovazione tecnologica

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Mercoledì 3 maggio, dopo un lunghissimo iter di dibattito e audizioni, la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha approvato la mia risoluzione sul rapporto tra livello occupazionale e sviluppo delle nuove tecnologie.

Nella risoluzione si chiede al Governo di monitorare in modo sistematico - con dati e analisi statistiche - l'evoluzione della struttura occupazionale e delle competenze emergenti legate alle innovazioni tecnologiche, perché - senza un'approfondita conoscenza - non è possibile produrre buoni interventi normativi. Chiedo inoltre di investire in specifiche iniziative formative tese allo sviluppo di nuove professionalità legate all'emersione delle nuove tecnologie.

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PA: più trasparenza per l'inserimento dei disabili

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PA disabili

Ieri in commissione abbiamo approvato anche il parere parlamentare sul nuovo testo unico del pubblico impiego, di cui era relatrice la collega Valentina Paris. Sono molto felice che sia stato inserito nel parere la mia osservazione sulla necessità di prevedere una maggiore trasparenza nei processi di inserimento lavorativo delle persone disabili (chiedendo al governo di valutare la possibilità di "prevedere un obbligo per le amministrazioni pubbliche di rendere tempestivamente disponibili nel proprio sito istituzionale le informazioni relative alla copertura della quota di riserva e ai posti vacanti riservati ai disabili, verificando altresì la possibilità di ridurre i tempi previsti per le comunicazioni di cui all’articolo 39-quater del decreto legislativo. n. 165 del 2001, inserito dallo schema in esame;"). Ringrazio la relatrice Paris e il sottosegretario Rughetti per l'ascolto e la sensibilità mostrata verso questo tema. 

PA: le lacrime di coccodrillo dei 5 Stelle

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Oggi le commissioni congiunte, Lavoro e Affari Costituzionali, hanno approvato il parere parlamentare al decreto sulla valutazione della performance nella pubblica amministrazione di cui ero relatrice per la commissione lavoro. Di seguito riporto il testo integrale del parere approvato e delle osservazioni espresso al Governo. Nel complesso un buon provvedimento che mi auguro possa far finalmente decollare processi Seri di valutazione nella PA. Avrebbe potuto essere più coraggioso ed incisivo, così come era nelle intenzioni originario del Governo. Purtroppo le regioni - con le quali, a costituzione vigente, è obbligatorio  trovare un'intesa ai fini della validità del decreto - hanno imposto condizioni che hanno svuotato alcuni dei passaggi più innovativi: togliendo un po' del potere affidato  agli organi indipendenti di valutazione (che comunque escono rafforzati rispetto al passato), e togliendo al Governo la possibilità di coordinare le attività di valutazione in tutta Italia attraverso modalità omogenee di valutazione e di raccolta delle informazioni. Condizioni e vincoli che ovviamente abbiamo rispettato,  cercando tuttavia di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per garantire comunque il raggiungimento di buoni risultati (come il richiamo al Codice dell'amministrazione digitale come strumento per realizzare un buon portale della performance anche in presenza di vincoli al potere di coordinamento del dipartimento della funzione pubblica). Certo, se il 4 Dicembre avesse vinto il sì oggi saremmo in grado di fare un provvedimento completamente diverso, di poter cambiare in modo più rapido e radicale i processi di valutazione nella PA. Ma così non è stato e dobbiamo rispettare la volontà degli italiani. Certo, fa ridere la polemica di alcuni colleghi del movimento 5 Stelle che si sono lamentati proprio dell'intesa con le regioni e dei vincoli che essa ha imposto a quello che loro stessi hanno definito un buon provvedimento. È assurdo che proprio loro si lamentino dell'intesa con le regioni visto che hanno lottato per mesi per mantenere l'assetto attuale. Sarebbe bastato un SI per cambiare tutto.

PA

Mio ordine del giorno sul testamento biologico

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La proposta di legge in oggetto attua dopo 70 anni il dettato costituzionale previsto all’articolo 32 della Costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività`, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può “in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”;

 

Approvata la mia risoluzione sul caso K-Flex

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Oggi la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha approvato la mia risoluzione sul caso dell'azienda K-Flex, per sollecitare una riapertura del tavolo tecnico presso il Ministero dello sviluppo economico e anche per sollecitare, in caso di conferma dei licenziamenti, la restituzione dei finanziamenti pubblici ricevuti e vincolati alla creazione/sostegno dell'occupazione di cui ha fatto uso la K-Flex. La stessa azienda, la K-flex, che oggi, dopo aver beneficiato di questi finanziamenti, licenzia lavoratori in Italia per delocalizzare tutta la produzione all'estero. Lo Stato non può naturalmente obbligare un'azienda a produrre in un luogo anziché in un altro, ma può chiedere che le aziende che non mantengono gli accordi fatti per ricevere finanziamenti pubblici restituiscano poi i soldi ricevuti.

Lavoro autonomo: intervento in Aula

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Discussione sulle linee generali del DDL sul lavoro autonomo e lavoro agile

Camera dei Deputati, seduta del 6 marzo 2017 

Iniziamo oggi la nostra discussione in Aula, alla Camera dei deputati, di un provvedimento lungamente atteso, un provvedimento varato dal Governo Renzi oltre un anno fa, che ha avuto un lungo iter di discussione e approvazione al Senato e che noi ci auguriamo possa terminare al più presto tutte le fasi dell’approvazione. Siamo davvero convinti che sia un provvedimento importante non solo per le misure che contiene, ma anche per il messaggio che lancia ad un mondo, quello del lavoro autonomo, che per troppo tempo è stato dimenticato anche dal dibattito politico. Con questo provvedimento invece la politica prende atto che ci sono delle misure basilari di tutela della sicurezza e della dignità di un lavoratore, che devono essere universali e che non possono essere distinte tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi.

irene camera

 

LAVORO AUTONOMO: CI SIAMO

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lavoro autonomo

 

Dopo 10 mesi di attesa per l’approvazione al Senato, il Disegno di Legge sul lavoro autonomo sta concludendo adesso il suo iter in Commissione Lavoro alla Camera. Proprio ieri abbiamo iniziato la votazione degli emendamenti in Commissione. Questa norma permetterà di attenuare il gap che si è venuto a creare tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, conferendo più tutele ai primi ed una maggiore flessibilità nelle modalità di lavoro ai secondi, tramite l’introduzione del cosiddetto “smartworking”.