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Missione a Berlino: politiche attive e non solo

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 27 Settembre 2016

 

Grazie alla collaborazione dell’Ambasciata Italiana a Berlino e dei funzionari della Commissione Lavoro di Montecitorio sono riuscita ad organizzare in poche settimane una straordinaria missione a Berlino per studiare meglio il loro sistema di politiche attive per il lavoro. In questa missione è stato possibile incontrare e confrontarci con: Dirigenti e funzionari del Ministero del Lavoro tedesco, in particolare con i responsabili dei programmi sul reddito minimo di inclusione, delle politiche attive per i giovani e delle politiche di integrazione al lavoro di migranti e rifugiati, oltre ad incontri con dirigenti dell’Agenzia Federale per il lavoro e una visita al Job Center di Berlino Mitte, il più grande di Berlino, che abbiamo visitato assieme al suo direttore - una visita/incontro importante che ci ha consentito di vedere da vicino la parte più operativa del sistema delle politiche per il lavoro tedesco. Conto di scrivere presto una relazione più dettagliata di tutto quanto visto ed appreso durante la missione che condividerò su queste pagine.

Durante la breve permanenza a Berlino siamo riusciti ad incontrare anche il nostro Ambasciatore, Piero Benassi (nella foto sopra assieme all'on. Alessia Rotta), che ci ha mostrato la splendida Ambasciata e con il quale abbiamo condiviso una riflessione sul difficile periodo che si apre adesso in Germania.

Infatti, essendo arrivati a Berlino proprio domenica 24, abbiamo potuto seguire “in loco” i risultati delle tanto attese elezioni tedesche e vivere sulla pelle le reazioni incredule di molti tedeschi di fronte a quel 13% raggiunto dal partito dell’AFD, un partito nazionalista e populista che nei prossimi mesi renderà molto complicata la vita politica tedesca ed europea.  Il crollo dei socialisti e la loro decisione di non entrare più nella grande colazione di governo se, da un lato, è politicamente comprensibile (la grande colazione è stata devastante sia per i socialisti che per la Merkel, ma certamente i primi sono quelli che hanno pagato il prezzo più salato), dall’altro indebolisce la Merkel di fronte ai potenziali alleati e renderà più difficile la formazione e la tenuta di un governo stabile ed europeista. Questa situazione porrà numerose sfide anche al nostro Paese che fino ad oggi, nonostante tutte le retoriche sulla “Germania cattiva”, ha sempre trovato nella Germania un interlocutore severo ma leale e dialogante. Temo che con il nuovo clima politico le cose potranno cambiare e non in meglio.