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  • Irene SaintPauldeVence3 sept10

Riforma dell'INPS: un'occasione persa

Scritto il . Postato in Altre iniziative

Non sono passati. I miei emendamenti al testo sulla Riforma dell’INPS sono stati tutti bocciati*. Incluso l’emendamento, a cui tenevo moltissimo, che includeva i giovani (studenti e dottorandi) e i professionisti non ordinisti nel Consiglio di Strategia e Vigilanza. Le motivazioni addotte dalla relatrice sono state due:

1)      I giovani e gli studenti non versano contributi, quindi non è corretto che abbiano voce in capitolo,

2)      I giovani e gli studenti/dottorandi non hanno organi di rappresentanza chiari e riconosciuti, come si fa a scegliere chi li rappresenta?

Queste le mie repliche:

1)      L’INPS non gestisce solo le pensioni contributive ma anche numerose misure assistenziali non legate ad alcun contributo, eroga gli ammortizzatori sociali come la dis-coll (che abbiamo concesso anche ai dottrandi) e gli sgravi per le assunzioni dei giovani e per l’apprendistato. Mi sembra quindi che i giovani siano ampiamente toccati dalle attività dell’INPS e quindi legittimo che vengano coinvolti nella sua governance (per non parlare del fatto che sono loro che pagano e pagheranno i debiti legati alle politiche pensionistiche passate e presenti). Per quanto riguarda i professionisti non ordinisti versano regolarmente i contributi quindi andrebbero anch’essi inclusi.

2)      La rappresentantività delle parti sociali è certamente un tema importante, e capisco i timori di una rappresentanza poco strutturata. Ma il tema vale anche per i sindacati tradizionali e le associazioni datoriali: sulla base di quali criteri oggettivi e certificati si stabilisce che un sindacato sia più rappresentativo di altri? E’ un tema talmente irrisolto che da oltre due anni ne stiamo dibattendo in Commissione con diversi progetti di legge. Quindi, se il problema esiste ma non è ostativo all’inclusione dei sindacati tradizionali non vedo perchè debba essere ostativo per le nuove rappresentanze. Inoltre esistono attualmente forme di rappresentanza come il Consiglio Nazionale Universitari o l’Associazione Dottorandi Italiani e altre ancora; il fatto che siano poco strutturate o poco note o sviluppate è legato al fatto che nessuno le ha mai incluse in nessun processo decisionale. Sono certa che se creiamo le occasioni di inclusione ci saranno i necessari incentivi ad una maggiore e migliore organizzazione delle rappresentanze di queste categorie di cittadini. Da qualche parte bisogna pur iniziare.

Mi dispiace che, nonostante i miei argomenti, la maggioranza abbia scelto di bocciare la proposta (nemmeno un collega del mio gruppo ha votato a favore!). Poteva essere un bel segnale, un’innovazione, un punto di partenza.  

Ma credo che quanto accaduto ieri in Commissione Lavoro insegni una lezione e voglio lanciare un appello a tutti i giovani: organizzatevi! Fatevi sentire, ma non solo nelle piazze: dotatevi degli strumenti necessari per incidere nella vita politica del Paese, approfondite i temi che vi riguardano, abbiate continuità e costanza nella vostra opera di comunicazione e persuasione. Ce n’è bisogno, ne avete bisogno voi e ne hanno bisogno i politici che cercano di muoversi per voi. Da soli, neanche loro ce la possono fare.

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* PS. Solo un emendamento è stato accolto: quello in cui si propone che il Presidente dell’INPS venga incluso tra gli organi dell’INPS –  il nuovo testo lo aveva persino tolto dall’elenco degli organi! Capisco il desiderio di ridimensionare il ruolo del Presidente, ma, visto che comunque “esiste”, la correttezza formale vuole che sia incluso tra gli organi, e quindi l’emendamento, almeno quello, è stato accolto.