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Recensioni

Libri

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Un futuro a colori, Rizzoli, 2014

C’era una volta una famiglia italiana con tre fratelli: il maggiore avrebbe voluto seguire le orme del padre – dirigente d’azienda nonostante non fosse laureato – ma essendosi fermato al diploma dovette rinunciare alle proprie aspirazioni; la seconda, sognandosi come la nonna insegnante nelle scuole locali, andò incontro a un gramo destino di precariato; il terzo studiò, si specializzò, imparò l’inglese, viaggiò, disobbedì al padre, sperimentò nuove vie… e fece fortuna. Sembra una fiaba moderna, ma è una storia vera. Una delle numerose raccontate in questo libro per mostrare come oggi i tradizionali tipi di carriera siano superati, in larga misura per l’avvento delle nuove tecnologie, e che bisogna guardare al futuro con fiducia (nonostante la crisi) perché al tempo stesso sono nati altri ruoli e straordinarie opportunità di realizzazione e successo.

Tutto sta nell’alzare lo sguardo sul mondo intero, capire quali percorsi di formazione e specializzazione sono più promettenti e non aver paura di sperimentare e sbagliare prima di riuscire a far sbocciare il proprio talento. Il libro si rivolge a chi è alla ricerca di una realizzazione di lavoro e di vita, ed analizza il contesto globale raccontando sorprendenti storie di successo ed individuando alcuni strumenti utili per intraprendere un gratificante cammino individuale. Anche perché la Storia dimostra che i periodi di crisi sono sempre i più fecondi per cambiare in positivo.

I vari Mark Zuckerberg, Sergey Brin (cofondatore di Google), Marissa Mayer (amministratore delegato di Yahoo), Sheryl Sandberg (direttore operativo di Facebook) e moltissimi altri giovani manager e imprenditori di cui sentiamo spesso parlare, sono figli di questo cambiamento paradigmatico e delle straordinarie opportunità in esso nascoste. E anche senza andare a cercare nomi famosi e casi di estremo successo, sono tantissimi i giovani che sono riusciti a cogliere in qualche modo le nuove possibilità facendo crescere aziende e costruendo migliaia di percorsi individuali felici e soddisfacenti.

 

 

 

Talento da svendere, Einaudi, 2008

Un libro che smonta senza alcuna pietà il mito della creatività italiana. Un libro fondamentale per capire il ruolo e il potenziale di una nuova generazione di talenti e i limiti di un sistema politico ed economico che non ha saputo valorizzarli.

Richard Florida

L’Italia sarà forse un paese di poeti e navigatori, ma proprio nell’era globale del talento il suo ruolo nella competizione internazionale si è fatto sempre più marginale. Quali sono le ragioni del declino di una nazione che si è sempre vantata della sua naturale indole creativa?

In questo libro si racconta il fallimento delle politiche che avrebbero dovuto motivare l’elemento chiave di ogni processo creativo: gli individui. Perché in Italia ci sono oltre quattro milioni di persone che lavorano in settori strategici come la medicina, l’ingegneria, il design, la moda. Protagonisti di piccoli o grandi gesti creativi che non sono stati ancora riconosciuti dalle università e dalle imprese, dalle comunità sociali e dalla politica.