DIRITTI CIVILI

La diciassettesima legislatura ha ottenuto straordinari risultati sul fronte dei diritti civili. L’introduzione, dopo venti anni di discussione e attesa, della disciplina per le unioni civili, la legge sul fine vita, la ratifica della convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e la legge per gli orfani di femminicidio, l’introduzione del reato di tortura, il divorzio breve, e molte altre iniziative. Traguardi importantissimi. E anche solo esserci, contribuire nel mio piccolo all’approvazione di queste leggi, per me è stata una emozione che porterò sempre con me. Di seguito sono riportati alcuni dei miei contributi ed interventi più rilevanti su questi temi.

UNIONI CIVILI

1)   UNIONI CIVILI: IL MIO PROGETTO DI LEGGE

Unioni Civili Irene TinagliUna delle più grandi soddisfazioni di questi cinque anni di attività in Parlamento è stata l’approvazione della legge sulle unioni civili. L’importanza di società inclusive, dove le persone possono realizzare i propri progetti di vita a prescindere dal loro caratteristiche personali e dal loro orientamento sessuale è sempre stato un elemento chiave anche nella mia attività di ricercatrice e nei miei studi sullo sviluppo economico.  Per questo mi sono impegnata in prima persona per questo risultato sin da inizio legislatura, presentando nel maggio 2013 un progetto di legge su questo tema che potete leggere in dettaglio qui.

2)  UNIONI CIVILI: LO STUDIO ED IL REPORT

Amore è amore Diritti CiviliPer alimentare il dibattito e sostenere la battaglia per l’introduzione delle unioni civili ho condotto un approfondimento sul quadro normativo europeo delle unioni civili, raccogliendo, con la collaborazione di Edoardo Quadri, una serie di dati sullo stato di avanzamento nei vari paesi e raffrontando poi il livello di sensibilità politica verso il tema delle unioni civili di ciascun paese con le opinioni e le percezioni dei cittadini.

Il Rapporto, intitolato “L’Amore è Amore. L’Italia e l’Europa alla prova delle Unioni Civili”, ha evidenziato un quadro molto interessante, da cui merge come vi siano Paesi, come l’Italia, in cui la società è pronta per una apertura ai diritti LGBT ma dove la risposta politica è lenta e faticosa. L’approvazione della legge sulle Unioni Civili ha avuto quindi il merito di riallineare la normativa del nostro Paese ai bisogni e ad una sensibilità già diffusa nella nostra società.

3)  DIRITTI CIVILI: EVENTI E DIFFUSIONE

Diritti Civili Irene Tinagli

Il Rapporto sui diritti civili è stato poi presentato il 14 febbraio 2015 ad un incontro organizzato assieme all’associazione iMille a cui hanno partecipato rappresentanti di associazioni, studenti e istituzioni. Un intero pomeriggio dedicato a conoscere, capire, approfondire le tematiche legate all’affettività omosessuale in Italia e al riconoscimento dei diritti LGBT e dove ho presentato il Rapporto sulle Unioni Civili.  Ho partecipato a numerose altre iniziative e incontri per la sensibilizzazione e l’informazione. Nell’Ottobre 2015 ho partecipato come keynote speaker all’evento “Leaders for Change”, organizzato a Milano a Palazzo Marino da EDGE (l’associazione di imprenditori, professionisti e manager omosessuali), con un intervento sul valore della diversità nei processi di sviluppo economico.

leaders for change Milano

 

Ho partecipato inoltre con grande entusiasmo ogni anno alla TIM Equity & Inclusion Week per affrontare temi legati alla valorizzazione e all’inclusione delle diversità e a numerose altre iniziative in giro per l’Italia. Nel 2016 in un appello programmatico sul Foglio firmato insieme ad altri colleghi del Pd e rivolto all’ora Primo Ministro Matteo Renzi, si ribadiva quanto fosse importante sciogliere il nodo delle Unioni civili per equiparare il nostro Paese agli altri partner europei in tema di diritti.

4)  UNIONI CIVILI: INTERROGAZIONE SULL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE

L’approvazione della legge è stata solo l’inizio di una lunga strada da percorrere per l’uguaglianza sostanziale delle coppie LGBT, calata nella vita quotidiana di tutti noi. Mi era stata segnalata, per esempio, un’ambiguità sull’applicabilità del bonus mobili (quello per le giovani coppie) anche ai giovani delle unioni civili. In assenza di un’indicazione da parte del Ministero, c’era infatti il rischio che né i negozianti né l’Agenzia delle Entrate applicassero l’agevolazione alle coppie unite civilmente, perpetrando nei fatti la discriminazione che era stata eliminata sulla carta.  Il 10 giugno del 2016 ho depositato presso la Camera dei deputati un’interrogazione al Ministro dell’Economia per chiedere che l’introduzione del bonus mobili per le giovani coppie fosse esteso anche alle coppie unite civilmente.

Risultati: con la risposta positiva del Ministero, si è avuta una indicazione chiara per l’Agenzia delle Entrate sulla effettiva applicabilità del bonus a tutte le coppie unite civilmente.

LOTTA ALL'OMOFOBIA

5)  OMOFOBIA & TRANSFOBIA: IL SUPPORTO ALLA PROPOSTA DI LEGGE DI IVAN SCALFAROTTO

Nell’ottobre del 2013 sono stata una convinta cofirmataria di una proposta di legge di Ivan Scalfarotto per l’adozione di misure contro l’omofobia e la transfobia, fenomeni spesso protagonisti di tragici fatti di cronaca. Nella proposta di legge che abbiamo portato in Parlamento abbiamo ritenuto che per contrastare i reati motivati da disprezzo nei confronti della differenza sessuale altrui, fosse più efficace un’estensione della legge Mancino Reale che ha reso esecutiva la convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale piuttosto che l’introduzione di una circostanza aggravante.

Risultati. La proposta di legge è stata approvata alla Camera dei Deputati, ma purtroppo è rimasta resta ferma al Senato. Una sfida e un obiettivo per la prossima legislatura.  

INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA E OBIEZIONE

6)  IL DIRITTO ALL’INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA E L’OBIEZIONE DI COSCIENZA

Ad inizio legislatura nel giugno del 2013 sono emersi dati allarmanti sul fenomeno crescente dell’obiezione di coscienza nelle strutture sanitarie, impedendo di fatto in molte città e regioni l’esercizio di un diritto garantito dalla legge. La relazione presentata il 9 ottobre 2012 dal ministero della Salute evidenziava come a livello nazionale, per i ginecologi, si sia passati da un tasso di obiezione del 58,7% nel 2005 a quasi il 70% nel 2010, con percentuali che in alcune regioni del Sud supera l’80% (86% in Molise, 85% in Basilicata e 84% in Calabria). Analoghi incrementi si sono registrati per il personale medico e per gli anestesisti. Per questo motivo ho presentato una mozione alla Camera dei Deputati in cui chiedevo inoltre di adottare “una revisione dell’organizzazione delle mansioni e del reclutamento delle strutture sanitarie che faccia leva sugli strumenti di mobilità del personale previsti dalla legge e che preveda forme di reclutamento differenziato atti a riequilibrare il numero di obiettori e non obiettori”, così come raccomandato dal Comitato Nazionale di Bioetica. Infine, chiedevo il rafforzamento delle attività dei consultori e di tutti gli strumenti di supporto medico e psicologico a disposizione delle donne.

Risultati. La mia mozione è stata sottoscritta da parlamentari di vari gruppi e schieramenti ed è stata approvata dalla Camera dei Deputati con un’ampissima maggioranza (pur non essendo stata sostenuta dal Partito Democratico), ottenendo l’appoggio anche di deputati e gruppi dell’opposizione. Purtroppo però, a quasi cinque anni di distanza, molte delle raccomandazioni e impegni previsti nella mozione sono rimasti disattesi. Saranno necessari ulteriori interventi nella prossima legislatura perché questo tema non venga dimenticato.

BAMBINI SENZA SBARRE

7)  BAMBINI NELLE CARCERI: INTERROGAZIONE

Capita spesso di discutere delle pessime condizioni di vita nelle carceri, meno frequente però è il dibattito sulle condizioni di vita in carcere di persone che non hanno compiuto alcun reato: i bambini figli di detenute che spesso scontano con le madri pene per le quali non hanno alcuna colpa. Nel 2011 era stata varata una legge che prevedeva che le madri con i bambini sotto i sei anni potessero scontare la pena in case famiglia oppure in istituti di custodia attenuata (ICAM). Tuttavia questa legge ha avuto notevoli ritardi di applicazione. A dicembre 2013 ho quindi presentato una interrogazione al Ministro della Giustizia per avere informazioni sullo stato di attuazione della legge, sollecitando anche altre iniziative.  

Bambini senza sbarre Irene TinagliRisultati: il Ministero ha dato risposta in Aula il 16 Aprile 2014, aggiornando sui due ICAM all’epoca funzionanti e su quelli in via di apertura, garantendo ulteriori iniziative in materia. In effetti il Ministero ha seguito con attenzione questo tema, incluso la firma del Protocollo d’intesa-Carta dei figli di genitori detenuti, firmato per la prima volta nel 2014 e rinnovato nel 2016. È la prima Carta in Europa a tutela dei bisogni di questo gruppo di minori, ed è un passo importante nella giusta direzione.  Nel 2017 è stata aperta a Roma la prima casa di accoglienza per madri detenute con figli minori, La Casa di Leda, che anche Papa Francesco ha voluto visitare ad inizio Marzo 2018. Altre strutture seguiranno in altre parti di Italia per garantire un’infanzia più serena ai bambini con madri detenute.

DIVORZIO BREVE

8)  DIVORZIO BREVE: IL MIO INTERVENTO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI.

Un importante risultato che abbiamo raggiunto in questa legislatura è stata l’approvazione della legge sul divorzio breve. Un percorso travagliato (anche nella scorsa legislatura il provvedimento arrivò in Aula, ma poi si arenò), ostacolato da una mentalità secondo cui per tutelare l’unità della famiglia occorre utilizzare strumenti normativi che creino ostacoli allo scioglimento del vincolo matrimoniale. Io credo che questo sia un approccio sbagliato, che non tutela proprio quella stessa unità, stabilità familiare che, al contrario, si vorrebbe tutelare, per un semplice motivo: la stabilità della famiglia si basa – e non può che basarsi – sull’amore, sulla voglia di stare insieme. Una mentalità che fino ad oggi ha creato anche dei costi sociali: le famiglie che devono forzatamente convivere lunghi periodi prima di giungere ad un divorzio sono quelle in cui è più probabile che ci siano tensioni ed episodi di violenza. Non solo, la normativa vigente ha causato anche enormi esborsi monetari da parte delle famiglie e dello Stato. Il contenzioso legato al divorzio costa allo Stato all’incirca il 16,5 per cento del costo della giustizia civile. Per questo motivo ho fortemente sostenuto questa legge. Qua il video del mio intervento in Aula il giorno della votazione.

VIOLENZA DOMESTICA: CONVENZIONE ISTANBUL

9)  RATIFICA DELLA CONVENZIONE DI ISTANBUL CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) è stata approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011. L’Italia ha sottoscritto la Convenzione il 27 settembre 2012 e la Camera dei Deputati ha autorizzato la ratifica il 28 maggio 2013.

Irene Tinagli Parlamento La Convenzione impegna gli Stati firmatari ad adottare le misure necessarie per assistere adeguatamente le vittime, fornendo loro il necessario sostegno legale, medico ed economico. Essa vincola inoltre i Paesi a definire pene e sanzioni adeguate per questi crimini, prevedendo anche specifiche aggravanti. Nel mio intervento in Aula ho identificato alcuni ambiti di azione particolarmente importanti per la difesa dei diritti delle donne, soffermandomi in modo particolare sull’emancipazione femminile nel mercato del lavoro. Molte donne hanno paura a staccarsi dal compagno o dal marito perché sono economicamente dipendenti. Un recente studio di una economista della Brown University dimostra che proprio la riduzione del gap salariale per le donne riduce significativamente la probabilità di violenza. Anche per questo ho dedicato molta energia in questa legislatura alle iniziative su donne e lavoro (vedi sezione Lavoro).